mercoledì 16 maggio 2012

Euro 2012 , i (pre) convocati di Prandelli



Sono 32 i giocatori pre-convocati da Prandelli . Fra questi potranno andare agli Europei solo in 23 .
Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Palermo);
Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Barzagli (Juventus), Bocchetti (Rubin Kazan), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit San Pietroburgo), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino), Ranocchia (Inter);
Centrocampisti: Cigarini (Atalanta), De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Giaccherini (Juventus),  Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus),Schelotto (Atalanta), Verratti (Pescara);
Attaccanti: Balotelli (Manchester City), Borini (Roma), Cassano (Milan), Destro (Siena), Di Natale (Udinese), Giovinco (Parma).

lunedì 7 maggio 2012

SPECIALE : JUVENTUS CAMPIONE D'ITALIA !

Chi non muore si rivede . Lo sanno bene i giocatori e lo staff della Juventus , squadra che era a digiuno da sei anni . Ieri sera a Trieste , precisamente allo stadio " Nereo Rocco " la Juventus ha vinto il suo trentesimo scudetto sul campo , ma ventottesimo in bacheca . Sblocca Vucinic al 6' e chiude un autorete di Canini nel secondo tempo .
Successo quello della Juventus , ottenuto anche grazie al risultato del derby di Milano : A San Siro l'Inter ha battuto il Milan 4 - 2 ( Tripletta per Milito , doppietta per Ibra e un gol di Maicon ) obbligando così i rossoneri a rinunciare al titolo .


  • L'uomo scudetto 
Difficile scegliere chi sia stato l'uomo decisivo per i bianconeri .
Fra i tanti però , sbucano i nomi di Andrea Pirlo e di Antonio Conte .
Uno con le sue magie a centrocampo è stato autore di 13 assist e 3 reti , numeri mostruosi , l'altro invece ha trasmesso la propria voglia di vincere alla squadra , che sembrava averla smarrita da un pezzo .




  • Il gruppo
Sono in molti a dire però , che il tricolore non è dovuto a un singolo ma bensì al gruppo :
La Juve infatti è andata in rete con 20 giocatori diversi , e quelli che non sono andati in rete ( i portieri ) sono stati decisivi giocando un grandissimo campionato .


  • Curiosità e statistiche 


Vari sono i giocatori della Juventus , come varie sono le loro prestazioni :
Chi continua a crescere : Vidal su tutti .
Chi scende : Krasic , che ha trovato poco spazio .
Chi ha brillato più nella prima parte di stagione : Matri , o Marchisio , o Pepe ...
Chi nella seconda : Bonucci
Chi ha trovato poco spazio , ma ha saputo essere decisivo : Del Piero .
Chi non si è mai discusso : Barzagli , Chiellini , Buffon , Pirlo etc.
Chi si accende e si spegne : Vucinic , Borriello ...
E chi non è mai entrato in campo fisicamente , ma con il cuore e con la voce c'è sempre stato , limitandosi a stare in piedi davanti alla panchina : Antonio Conte .

Onore alla Juventus , che è riuscita a vincere un campionato da imbattuta ( impresa mai riuscita prima a nessuna squadra in Italia ) e che ha ancora a disposizione una finale di Coppa Italia , per rendere questa stagione ancora più bella .

La Juventus inoltre , vanta il maggior numero di vittorie consecutive ( 8 ) e la miglior difesa ( 20 gol subiti ) .
In quanto a reti fatte il club torinese è secondo migliore attacco del campionato ( 68 ) e ha il centrocampo più prolifico della Serie A .


  • Un campionato meritato 
Grazie a questi splendidi record , la Juventus ha meritato di vincere il campionato .
Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso .
Alzi la mano chi era convinto di vedere questa squadra ( reduce da due settimi posti ) tornare in Europa , da imbattuta .
Alzi la mano , stavolta per esultare , chiunque tifa Juventus , perchè la squadra lo merita ...



Clicca sulla scritta rossa per vedere l'esultanza dei tifosi e dei giocatori  .

venerdì 27 aprile 2012

Ciao Pep , Guardiola si dimette .


Guardiola si è dimesso . L'allenatore del Barcellona l'ha dichiarato in mattinata .
Le dimissioni sono dovute alla deludente seconda parte di stagione del Barcellona , che ha visto l'eliminazione dalla Champions , la prima sconfitta al Camp Nou contro il Real di Mou e la mancanza della vittoria della Liga .
L'allenatore resterà nella storia del club , data anche l'impressionante numero di trofei vinti nei soli 5 anni da allenatore blaugrana : 13 trofei .
Non ha perso tempo per ringraziarlo Leo Messi , che ha scritto questo su Facebook : 
"Voglio ringraziare con tutto il cuore Pep per quanto egli ha dato alla mia carriera personale e professionale. A causa di questa motivazione , ho preferito non essere presente alla conferenza stampa di Pep."

lunedì 23 aprile 2012

Juve , 4 schiaffi alla Roma e un ulteriore allungo sul Milan !

La Juve vince ancora : stavolta per 4 - 0 contro la Roma .
Sblocca Vidal al 3' e si ripete all'8' firmando una velocissima doppietta con un gran tiro in diagonale dal limite .
Al 26' Stekelenburg esce su Marchisio in maniera scomposta , e dopo 140 giorni viene fischiato un calcio di rigore a favore della Juve .
Il rigore sembra esserci , dubbia è invece l'altra decisione dell'arbitro , che espelle il portiere giallorosso .
Al suo posto in porta va Curci , entrato in campo per Borini .
Curci parte alla grande parando il rigore a Pirlo ( che non è l'ultimo arrivato in quanto a calci piazzati ) ma non può nulla sulla ribattuta . Il numero 21 bianconero infatti ribatte in rete dopo la parata del portiere della Roma .
Partita già finita dopo mezzora : la Juve ha messo la vittoria in cassaforte , e prima di metterci anche il risultato vuole dargli un ulteriore aggiustatina .
Al 53' dunque, Claudio Marchisio piazza il pallone all'angolino battendo Curci : è poker .
Da lì in poi non succede più nulla fino al triplice fischio .
Vittoria importantissima in casa bianconera : la Juve è aritmeticamente in Champions ( nei gironi , non ai preliminari ) e sale a + 3 sul Milan , che nel pomeriggio aveva pareggiato 1 - 1 con il Bologna .

mercoledì 18 aprile 2012

eterna gioventù

Oggi la gioventù si è svuotata di ogni significato, diventando nient’altro che  un’ invenzione sociale che serve a riempire quel vuoto di  tempo in cui un individuo non nè bambino nè adulto. Nella società che ci circonda si è innescata una vera e propria gara a chi riesce ad apparire più giovane. Ideali che nascono sopratutto dal mondo dello spettacolo e della moda che vedono in questa fase della vita l’apice della bellezza estetica .Il desiderio di apparire più giovani e anche  più ” alla moda” sembra un vero e proprio virus che colpisce tutti. Ci risulta quasi normale ormai incrociare una curiosa cinquantenne con jeans e top attillato , che magari  mentre aspetta il bus usa l’ i-phone, e la cosa non ci scandalizza  più di tanto. Ma  in questo articolo non voglio parlare del fatto che ormai tutti, pur di seguire la tendenza, cercano di essere al passo con  i canoni di una società che ormai è tutta incentrata più sull’ apparire che sull’essere. Oggi voglio parlare di quella costretta condizione di gioventù che si accinge a vivere ogni under 30 Italiano. Voglio dare voce alla condizione di instancabile attesa che vivono. L’attesa di trovare un  lavoro stabile , l’attesa di un mutuo, l’attesa di poter mettere radici e  arrivare ad un punto della  vita e riuscire a guardare al domani senza angoscia, paura  o preoccupazione. Ad oggi tutto questo è solo un’ utopia per i ragazzi della nostra società. Giovani che vivono uno stato di costante precarietà. Motivo del fatto che se prima si era giovani fino ai 23 anni, oggi lo si è ( nella migliore delle ipotesi) fino ai 30. Disagio riscontrabile sopratutto grazie alla rete  che più di ogni altro mezzo dà modo a questi ragazzi di farsi sentire senza censure. E’ proprio dall’analisi dei network più diffusi come Facebook, o Twitter che si riscontra il malessere  e  l’insoddisfazione di questi ” eterni giovani”  privati di quello che fa di quest’età la vera magia : la voglia di sognare; il potersi sentire in grado di conquistare tutto, la grinta di raggiungere un obiettivo. Giovani spogliati di ogni prospettiva per il futuro. Infine concludo condividendo con voi queste intense parole del Professor Niola  docente di antropologia presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli : ” In questa società che ha annulato il passato e che fa fatica a costruire il futuro, l’unica cosa a tempo indeterminato è la giovinezza “.

cucina 2.0 intervista a Sigrid Verbert



Sigrid Verbert ci ha raccontato come si è avvicinata alla fotografia e al cibo, e come queste due passioni si sono incontrate nel suo “Cavoletto di bruxelles”, il foodblog più visitato d'Italia. Con un background in lettere e un master in comunicazione eno-gastronomica la giovane Sigrid Verber intraprende il suo viaggio alla ricerca della bellezza dei cibi, cucinati e fotografati. Pioniera del mondo dei blog, nel 2005 lancia “Il cavoletto di Bruxelles” che oggi conta 10.000 visitatori al giorno. Inteso come laboratorio di ricerca e di scambio, il blog diventa ben presto uno stimolo per le sue creazioni fotografiche e per i progetti editoriali. La sua ultima pubblicazione, Regali Golosi, è stata riconosciuta con il World Cookbook Award per l’Italia. 


Come ti sei avvicinata alla fotografia?
Ho respirato la fotografia fin da piccola con mio padre che per un periodo, prima che io nascessi, è stato un fotografo. Il blog che ho avviato nel 2005 è servito da stimolo ulteriore per implementare questa mia passione accanto a quella della cibo. Ho cominciato a fare fotografie per illustrare le mie ricette. L’interesse verso l’aspetto estetico è cresciuto e si è evoluto in maniera del tutto naturale.

In che modo, le tue grandi passioni, cibo e fotografia, si contaminano una con l’altra?
Certamente quando cucino una pietanza ho bene in mente anche il risultato estetico. Se preparo una ricetta che nella fotografia non corrisponde alla mia idea compositiva, allora ricomincio tutto dall’inizio. Ed è anche vero che evito ‘naturalmente’ di cucinare cibi e pietanze che non mi convincono esteticamente. Gli stufati per esempio, con i loro colori scuri spesso non sono il massimo della bellezza... Viceversa, il cibo influenza molto la fotografia, nel senso che sono i volumi e i colori del cibo a determinare l’inquadratura o il mood della foto.

Nel 2005 hai avviato il blog “Il Cavoletto di Bruxelles” dove le due passioni, cucina e fotografia trovano terreno comune. Ci racconti come è nato e come si sta evolvendo?
Ho avviato il blog per condividere le mie ricette con gli amici e, come ho accennato prima, da qui è cresciuta l’attenzione per il risultato estetico dell’illustrazione delle pietanze. Si può dire che cucina e fotografia hanno trovato nel blog uno stimolo reciproco. È diventata una piattaforma di sperimentazione per cucina, fotografia e ora anche, in qualche modo, trampolino di lancio per l’editoria. Quando il blog si è animato di interlocutori, questi sono stati un aspetto importantissimo per l’evoluzione di tutti questi miei progetti.
A cosa è dovuta la scelta del “cavoletto di bruxelles” come titolo del blog?
Gli alimenti sono per me uno specchio della cultura. Il cavoletto di bruxelles cresce in climi freddi ed è associato con il Belgio, il paese da dove provengo originariamente. Inoltre il cavoletto è una di quelle verdure che non lasciano indifferenti: o li ami o non li ami, il cavoletto non lascia spazio all’indifferenza. E siccome anch’io sono un po’ così, appassionata nei miei giudizi e monolitica nel piacere o meno agli altri, il cavoletto stava a pennello al mio quaderno di cucina…
Perché hai aperto un blog?
Be’, appunto, credo che la primissima intenzione fosse di capire come funzionava il tutto, dietro le quinte. Già che c’ero ho pensato che poteva essere utile, per me e per i miei amici, mettere in rete le ricette che provavo a casa (in quel periodo mi piaceva da matti invitare amici a casa, poi spesso mi chiedevano le ricette di quello che avevo cucinato per loro, solo che il mio era un grosso faldone molto disorganizzato, poi i ritagli di carta li perdevo, li macchiavo, insomma era un mezzo disastro :-), quindi il blog poteva servire a mettere un po’ di ordine in tutto ciò. Subito dopo però mi sono accorta che era meglio se ci mettevo anche le foto e poi che provavo una specie di malsano piacere nella produzione di queste foto…. :-) )
Cucinare è? Mangiare è?
Cucinare è un esercizio zen, un momento in cui è facile svuotare la mente o al contrario meditare sui più svariati pensieri, tenendo le mani occupate in compiti spesso delicati. È anche un atto di amore, un gesto altruista, quando cucino è quasi sempre per una persona o un momento particolare e trovo molto bello poter riuscire a costruire un’atmosfera attraverso il cibo. Mangiare è un atto sociale, di condivisione. Per me il bello del mangiare è la tavola dove si riuniscono più persone, l’esperienza del condividere i cibi e nel contempo le parole, le storie e gli umori di ognuno. Ci sono molti altri aspetti nel mangiare però per me il più importante è quello conviviale: gustare in compagnia sapori gradevoli e stimolanti che ben si accordano con l’atmosfera del momento. È chiaro che mi capita anche di pranzare sola, di concedermi pasti sbrigativi, anche se non rinuncio mai al gusto.

lunedì 9 aprile 2012

il ricordo

Ecco i ricordi su Miriam Mafai.

Ezio Mauro. direttore de la repubblica.
"Mi ha detto spero di farcela anche questa volta. Non è così e la piangiamo molto, tutti insieme, tutta la famiglia di Repubblica.Miriam era fortissima e dolcissima."

Eugenio Scalfari. fondatore de la repubblica.
"una femminista nel partito più maschilista di tutti.Una donna laica e libera"

Giorgio Napolitano presidente della reppubblica italiana
scompare una delle più forti personalità femminili italiane degli scorsi decenni: erede di un'alta tradizione intellettuale e artistica famigliare, si era impegnata giovanissima nella Resistenza romana, affermandosi presto come giornalista di grande talento e combattività, e quindi come significativa scrittrice in stretto legame con il movimento per l'emancipazione delle donne e con l'attività politica della sinistra.

Roberto Saviano scrittore e giornalista
Miriam Mafai aveva una dote rarissima: essere rigorosa rinunciando all'accademismo e alla severità. Mi mancherà.

Lorenza Lei direttore generale RAI
Con la scomparsa di Miriam Mafai non perdiamo soltanto una giornalista autorevole, una politica coraggiosa, un'intellettuale vivace e anticonformista.Con lei viene meno una protagonista della storia del nostro Paese, una voce battagliera che ha fatto dell'impegno sociale una missione di vita.

                     

Addio alla "ragazza rossa"


Oggi si è spenta a Roma all'età di 86 la scrittrice e giornalista Miriam Mafai.La resistenza,la lunga militanza nel Partito comunista e la lunga carriera di giornalista che incominciò nel 1976.
Assieme alle sorelle Simona e Giulia, Miriam Mafai nasce da una coppia di noti artisti italiani del XX secolo, il pittore Mario Mafai, cattolico, e la scultrice Antonietta Raphael, di origine ebraica, tra i fondatori della corrente artistica della Scuola Romana, che la educano all'Antifascismo sin dagli anni trenta. Con l'introduzione delle leggi razziali, nel 1938, Miriam deve lasciare il ginnasio.
A seguito dell'8 settembre 1943, Miriam partecipa alla Resistenza antifascista a Roma, distribuendo volantini contro l'occupazione tedesca e lavorando, dal 1944, presso l'ufficio stampa del neo istituito ministero dell'Italia occupata, diretto da Mauro Soccimarro, dove incontra Giancarlo Pajetta, membro di una delegazione del Comitato di Liberazione Nazionale, di cui diviene amica e in seguito compagna. Nel dopoguerra si iscrive al Partito comunista italiano e sposa civilmente Umberto Scalia, segretario della Federazione del PCI dell'Aquila, da cui avrà due figli, Sara e Luciano.
Nei primi anni cinquanta è assessore al comune di Pescara dove si occupa di gestire gli aiuti per sfollati ed indigenti.Intraprende quindi la carriera giornalistica. Al termine degli anni cinquanta, Miriam Mafai è corrispondente da Parigi per il settimanale Vie Nuove, quindi lavora per partire da L'unità e dalla metà degli anni sessanta al 1970 è direttore di Noi Donne e poi inviato per Paese sera. Contribuisce alla nascita de la repubblica nel 1976 e ne diviene editorialista. Dal 1983 al 1986 sarà anche presidente della Federazione nazionale stampa.

lunedì 26 marzo 2012

La Juve batte l'Inter : 2-0


Bella Juve quella scesa in campo nel secondo tempo di ieri sera .
Già , perchè nel primo , l'Inter stava giocando meglio , destando preoccupazione e sorpresa ai tifosi bianconeri .
Poi all'improvviso un angolo di Pirlo , e Caceres lasciato tutto solo la insacca di testa .
Il momento più bello però arriva qualche minuto dopo , quando a mettere la palla in rete , stavolta è la bandiera della Juventus , Alessandro Del Piero , su assist di Vidal .
Gran serata per gli oltre 35000 tifosi presenti , che nel pre-partita avevano anche preparato una bella coreografia in onore della partita .

sabato 24 marzo 2012

Articolo 18 e licenziamento

Facciamo il punto della situazione con Michele Piccari, avvocato del lavoro, sulle modifiche appena avvenute riguardo all'articolo 18, di cui tanto si parla ultimamente, rispetto al tema del licenziamento 

Recentemente sono state rese note le prime modifiche al tanto discusso articolo 18. Ogni fonte di informazione sembra dire una cosa diversa e spesso in modo confuso. D.it ha consultato in merito Michele Piccari, avvocato del lavoro nonché uno degli esperti del nostro sito che spesso dà risposte e pareri alle utenti. 

Com'è stata la situazione finora rispetto al licenziamento ingiustificato?
Se il giudice appura che il licenziamento è ingiustificato ci sono sempre stati reintegrazione nel posto di lavoro e risarcimento del danno parametrato a tutte le retribuzioni perse, come se il rapporto di lavoro non si fosse mai interrotto, nelle imprese con più di 15 dipendenti.

Quando il licenziamento è considerato illegittimo?
Una causa di illegittimità è la comunicazione solo verbale del licenziamento. Il motivo deve essere reale e non inventato (ad esempio, si chiude un reparto e di conseguenza si manda via chi ci lavora); “l'onore della prova”, inoltre, va al datore di lavoro e sempre lui deve dimostrare di aver assolto all'obbligo del “ripescaggio”, cioè dar prova di non essere riuscito a inserire in nessun altro ruolo il dipendente licenziato. 

Si parla anche di licenziamento “discliplinare” ed “economico”, in cosa consiste esattamente?
Si definisce “disciplinare” il licenziamento che avviene per colpa del lavoratore che viola qualche norma all'interno dell'azienda. Mentre col termine “economico” ci si riferisce a una causa esterna, come la crisi dell'economia. In questo caso il datore di lavoro deve mostrare i bilanci e tutto ciò che prova lo stato di crisi della propria azienda.

E, invece, in cosa consistono le modifiche di recente apportate all'articolo 18?
Il licenziamento per motivi discriminatori è nullo quando una donna è in gravidanza fino a un anno di età del bambino. In questo caso ci sarà, com'è però sempre stato, il reintegro della donna anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Lo stesso vale per il matrimonio: non si può licenziare dipendenti in concomitanza col loro matrimonio, ovvero dalla data delle pubblicazioni (180 giorni prima delle nozze) fino a un anno dopo il giorno del matrimonio. Questo finalmente tutelerà soprattutto le donne, che vengono troppo spesso viste dalle aziende come una “minaccia” (alle nozze è, infatti, facile che segua una gravidanza). Le modifiche riguardano anche l'illegittimità del licenziamento economico e di quello disciplinare: nel primo caso, il giudice ordinerà il pagamento di un'indennità risarcitoria pari a 15-27 mensilità; mentre nel secondo caso il giudice deciderà tra reintegrazione (nei casi di grave illegittimità) e indennizzo tra le 15-27 mensilità. 

Lei per il momento cosa ne pensa di questa riforma in fieri?
L'enfasi sulla discriminazione fa quasi sorridere: non è praticamente mai possibile provare un licenziamento discriminatorio. E quindi i datori di lavoro meno onesti ora potranno licenziare fingendo si tratti di un motivo economico e scatterà quindi solo l'indennità e non la reintegrazione del dipendente, quindi riusciranno a licenziare il dipendente. Mentre con il vecchio articolo 18 c'erano pochissime reintegrazioni, ma solo grazie a una modifica del 1990, per cui si poteva scegliere se reintegrare il dipendente o pagargli 15 indennità (15 mesi di stipendio). Questa riforma si presta quindi all'abuso, però crea anche i presupposti per una maggiore occupazione, quando ci saranno le condizioni per una crescita economica, ovvero quando aumenterà la domanda di consumo dei cittadini e quindi anche la produzione da parte delle imprese. Il documento di tre pagine che illustra le modifiche finora apportate termina, infine, con la seguente frase quasi sibillina (con tanto di punto interrogativo) “Per i licenziamenti collettivi c'è un rinvio all'art. 18, comma 9 (nuovo test) da parte dell'art. 5, comma 3, 1 223/1991?”. Si presuppone quindi nuove norme riguardo al problema dei licenziamenti collettivi. Staremo a vedere.  

giovedì 22 marzo 2012

Storie d'italiane all'estero

Se ne parla spesso: mollare tutto per andare a vivere all'estero. Tre italiane lo hanno fatto scegliendo Parigi come porto d'approdo. E hanno avuto successo. Qui ci raccontano la loro storia.

Elisa Nalin, un look vincente Quando si scopre la propria passione è difficile tornare indietro, anche se la strada verso il successo è in salita. Elisa Nalin ha avuto la sua illuminazione, quando, durante una fashion week londinese, Lucinda Chambers, la mitica direttrice di Vogue Uk, la guardò dall’alto al basso e le disse « tu devi fare la stylist».
La ragazza, si era già messa sulla strada giusta. Dopo il diploma allo Ied di Milano, aveva lavorato due anni da Costume National fino a ricevere la proposta di diventare la nuova direttrice creativa della linea di scarpe Samsonite. Un privilegio, considerata la sua giovane età, che non poteva rifiutare. Elisa accettò, ma intanto covava un altro sogno, quello di diventare stylist. L’incontro con la direttrice dell’autorevole giornale, l'ha convinta a seguire la sua vera passione. Poi, il caso le ha fatto incontrare lo stylist Hector Castro che l'ha voluta come sua assistente. L'incontro è avvenuto in un bar davanti al Centro George Pompidou, perché intanto, a 22 anni, Elisa si era trasferita a Parigi.
«Sono dieci anni che abito qui, questa città mi meraviglia sempre" racconta Elisa. "Percorri una strada e sei in Cina, giri l’angolo e scopri l’Africa. Per non parlare di Belleville, dove abito, mi piace perché è rimasto un quartiere popolare. A Milano, nelle strade, le persone mi sembravano sempre tutte uguali. »
Basta entrare a casa sua per capire che quello di Elisa è un mondo speciale, in cui primeggiano colore e oggetti rari. La costante ricerca di uno stile. Una collezione di Snoopy seduta in fila sul frigorifero, che è diventato la base per un collage con referenze visive di ogni tipo. Tra il caffè, le spezie e l’aceto, spuntano i mini-ombrellini che si mettevano sui panini dei compleanni della nostra infanzia. Incredibile che esistono ancora tali oggetti nel mondo dell’usa e getta, Elisa spiega: «Trovo tutte queste cose ai Vide Greniers, mercatini dell’usato dove le persone vendono tutto quello che trovano in casa. E mi lascio catturare dai particolari».
Elisa ha una luce speciale negli occhi, è solare e, forse perché suo marito Julien Labrousse è il patron del Trianon e dell’Hotel du Nord, locali di tendenza a Parigi, è sempre circondata da gente interessante. «Mi sono accorta che la gente ha più voglia di venire a parlare con me da quando sono Buddista».
Certo non è sempre stato tutto così facile per lei: « Vivo la mia vita e la mia famiglia tra un aeroporto e l’altro, e da quando ho avuto mio figlio Lucio, che oggi ha due anni, il lavoro è anche triplicato. Le editors mi chiamano per occuparmi degli shooting che hanno per tema le stampe. Sono anche consulente per un designer cinese che vuole dare un twist europeo alle sue collezioni e per questo sono spesso in volo per la Cina». Quando le chiedi se farebbe altre scelte se potesse tornare indietro lei risponde: «Se mi stancassi di questa vita, aprirei un agriturismo in Italia. Ma il mio è un lavoro che dà molte soddisfazioni e che mi permette di vedere gente di tutti i tipi. Faccio questa vita perché l’ho scelta. Ho scelto in base a ciò che amo fare, ho seguito il mio intuito e le mie passioni. A volte la vita del freelance può sembrare difficile ed incerta, ma il mio consiglio per chi ha talento è di essere forti e non scoraggiarsi mai”.

Laura Zavan il meglio dell’Italia a tavola
C’è chi ha un sogno nel cassetto, c’è anche chi, semplicemente, decide di vivere di ciò che ama fare. Laura Zavan è un’autrice e stilista culinaria specializzata in cucina italiana, che vive nella capitale francese da più di 15 anni. Per il lancio del suo nuovo libro, « Pizza », sono andata a trovarla da Cocotte, un posto di ritrovo per gli appassionati di gastronomia: il suo libro non è solo una guida alla preparazione, ma anche un carnet d’indirizzi giusti per comprare gli ingredienti autentici.
È cresciuta a Treviso, dove la zia le trasmetteva i segreti della buona cucina italiana. Non solo apprezzava gli insegnamenti della zia, Laura amava anche la convivialità che si creava attorno ad un tavolo di piatti ben riusciti. A Treviso cominciò a seguire i corsi della cuoca Renzia Sebelin. A 29 anni dopo un’esperienza lavorativa da buyer per una catena di negozi d’abbigliamento di Treviso, decide di volare a Parigi, una città sensibile al gusto e alla bellezza.
Una gavetta di sei anni nei migliori ristoranti della città la fa familiarizzare con la cucina francese e in breve tempo Laura diventa responsabile cucina da Ladurée Printemps. Un giorno il celebre chef Alain Ducasse, la chiama nel suo ristorante lo “Spoon”, ma Laura si rende conto che quello che cerca è qualcos’altro. « Quello della ristorazione dei grandi cuochi è un ambiente militare, molto duro. Capii che era il momento di diventare indipendente».
Durante i sei anni di formazioneLaura ha maturato il sogno di far conoscere la sua passione per la gastronomia italiana ad un pubblico raffinato come quello dei gourmet francesi. Era sicura che Parigi fosse sensibile e ricettiva alla cucina del suo Paese. Oggi Laura è un’esperta di cucina a tutto tondo e un’ambasciatrice della buona forchetta all’italiana. Scrive libri che parlano di prodotti e ricette del Bel Paese, collabora con le rubriche food di diversi magazine e organizza catering per aziende e privati. Gli odori e i profumi, che durante i giorni di festa, provenivano dalla cucina di sua zia, non dovevano rimanere solo un piacevole ricordo. «La nostra è una cucina istintiva, centrata sul prodotto, gustosa ma semplice a cui i Francesi non sono abituati. Nonostante i ristoranti italiani non manchino, a Parigi è difficile trovare il ristoratore che propone piatti con ingredienti autentici. La gastronomia francese è più complessa, concettuale e sperimentale. Un esempio contemporaneo è la fusion, che associa prodotti d’origini diverse. Nei miei catering propongo solo ingredienti autentici e i miei clienti hanno capito che solo il vero cappero di Pantelleria potrà dare ad un piatto il sapore che sperimenterebbero se fossero in Sicilia».
Capperi, radicchio di Treviso, Parmigiano, Prosciutto di Parma, lardo di Colonnata, ricotta pugliese, che per noi sono solo gli ingredienti di una piacevole abitudine, per lei sono diventati gli strumenti essenziali per diventare competitiva nel settore della ristorazione parigina.
Oggi la sua è diventata un’impresa che coinvolge una nicchia di mercato ben precisa. Ma Laura prende le distanze da un certo modo di intendere il suo lavoro come un business. «Sono una persona di poche parole perché il prodotto che propongo esprime già in sé tutto il suo valore e chi lo capisce ha fiducia in me, quindi cerco di lavorare solo con clienti che mi danno ‘carta bianca’. Per esempio, non faccio menu standard per organizzare i miei eventi, mi avvalgo solo del "sur mesure". Una delle mie soddisfazioni è che sono riuscita a farmi strada rimanendo indipendente».
Oggi la stampa francese la definisce créatrice culinaire. Si può ben dire che questa ambasciatrice della buona forchetta italiana è riuscita a farsi strada e diventare parte dell’universo gastronomico parigino. 

Ilaria Casati, l'italiana che insegna alle francesi l'arte del vestire chic L’ultima borsa Prada, il nuovo profumo Moschino, come diventare impeccabilmente affascinanti al primo appuntamento. Chi di voi non ha sognato almeno una volta di essere nella redazione o dietro il palcoscenico di un magazine di moda? Il serbatoio delle tendenze, lo specchio della nostra società.
I web magazine sono i nuovi catalizzatori del mercato dei desideri e le giornaliste in queste redazioni decidono cosa ci fa sognare nel 2012. Ilaria Casati è una di loro. Responsabile moda del sito di Elle Francia, settimanale di culto nel Paese, ha il compito di far diventare notizia i nuovi fenomeni moda della società.
Ilaria è cresciuta tra l’Italia e la Francia e oggi vive a Parigi. Dopo aver studiato a Roma si è spostata a Bruxelles, per lavorare come giornalista politica. Ma ben presto è tornata nella capitale francese per specializzarsi in Management dei Media in una rinomata università d’economia. Nel 2009 Mondadori lancia la versione francese di Grazia. Ilaria conosceva benissimo il magazine e in seguito a un colloquio, è stata presa per lavorare nel giornale on-line. Quindi il passaggio a Elle Francia.
Oggi non ha nemmeno 30 anni e conosce bene il suo target, la donna, ma sopratutto conosce bene quella francese.
«La parigina vuole sembrare negligente, ha uno stile diverso da quello della donna italiana. Se la donna italiana assume pienamente la sua sensualità con dei particolari over sexy, e con un’eleganza più costruita e curata nei minimi dettagli, la donna francese offre di sé un’immagine apparentemente più naturale. Esprime una sensualità giovane: meno evidente, più nascosta. Sembra poco truccata, porta una t-shirt senza il reggiseno, è consapevole della sua sensualità, ma la mostra solo quando vuole».
Questa negligenza che maschera la spontaneità femminile è anche caratteristica di Ilariae, che vuole, con un’attitudine très chic, darci qualche consiglio sulle ultime tendenze: “In uno dei miei articoli suggerisco alle donne le novità per valorizzare il proprio look. Pantaloni rigati, sopra la caviglia, con i tacchi , scarpe da uomo, con vestitini, super femminili. Non bisogna aver paura di mischiare stampe e colori, di usare materiali scintillanti, con tenute più casual».
Le chiedo in ultimo com’è lavorare a contatto con il mondo della moda a Parigi: «Amo il mio lavoro, ma ho imparato che non bisogna vivere solo per quello. Mi piace, che qui, chi lavora nella moda, riesce a mantenere una sana distanza tra la vita privata e il lavoro».
Dopo aver familiarizzato con la cucina francese, Laura è diventata in breve tempo responsabile cucina da Ladurée ai grandi magazzini Printemps. Poi decide di tornare alle origini e si specializza in un tipo di cucina semplice, leggera e sana, puntando sui migliori prodotti italiani. Ma Laura non è solo una créatrice culinaire come la chiamano i francesi, oggi è diventata un’autrice di libri gastronomici specializzati nella cucina italiana e responsabile del catering per aziende e privati. «Col tempo, quello in cui credi, prende forza. I miei clienti si rendono subito conto che un cappero di Pantelleria, anche uno solo, può dare ad un piatto un sapore italiano autentico» spiega. Per il lancio del suo nuovo libro, « Pizza », siamo andati a trovarla alla Cocotte, un luogo di ritrovo per gli appassionati di gastronomia: il suo libro infatti non è solo una guida alla preparazione, ma anche un carnet d’indirizzi giusti per comprare gli ingredienti. Laura è esigente a tavola: « Amo la cucina italiana, ma quando esco a mangiare provo cose nuove e faccio attenzione anche all’accoglienza. Per un pranzo leggero da mezzogiorno, mi reco da Coutume Café. Dove hanno anche una gran bella selezione di caffé. L’unico posto dove apprezzo la fusion è Kitchen Gallery Bis, la cucina di William Ledeuil, insieme asiatica e mediterranea ha prezzi abordabili. Invece se cercate un ristorante per apprezzare la cucina contemporanea a prezzi ragionevoli vi consiglio Septime». Laura è riuscita a portare la sua tradizione culinarea con eleganza, all’estero.



 

lunedì 19 marzo 2012

teatro valle occupato

Al Teatro Valle di Roma gli occupanti non mollano e sono pronti a presentare la loro idea per il rilancio della struttura: la Fondazione Teatro Valle.
"Presenteremo a breve lo statuto della futura Fondazione Teatro Valle Bene Comune - spiegano . Sara' il primo passo di un processo partecipativo e condiviso per arrivare alla sua costituzione. Come già affermato in passato, quello che ci spinge a lasciare fuori dalla porta le istituzioni è il desiderio di creare uno spazio di partecipazione diretta per i cittadini e la comunità degli artisti. Ci siamo dati la possibilità di immaginare nuovi modi di vivere''.
"Il Valle Occupato - continuano - e' diventato il simbolo di una lotta che va ben oltre le pareti del teatro. Lo stato di emergenza in cui si trova il settore culturale nel nostro paese è frutto dell’assenza di progettualità e dei tagli violenti che hanno colpito in questi ultimi anni teatri, musei, cinema, istituzioni culturali, ricerca e istruzione, portando alla progressiva dismissione del sistema pubblico. Al Valle vogliamo denunciare un bisogno di cambiamento radicale e rilanciare proposte e idee che nascano da una lotta partecipata e dall’affermazione del bene comune come modello socio-economico innovativo. Ci siamo posti l’obiettivo ambizioso di affrontare la crisi finanziaria e culturale della nostra società attraverso la riappropriazione dei tempi necessari per una riflessione seria e un confronto reale."Il nostro è un percorso che non lascia spazio a scorciatoie. Ci riprendiamo il nostro presente per costruire il nostro futuro" concludono.
Fondazione Teatro Valle Bene Comune
E’ possibile partecipare e diventare quindi socio fondatore effettuando un versamento tramite bonifico on-line*
ECCO LE COORDINATE
C/O BANCA ETICA
IBAN IT 28 F 05018 03200 000000558877
solo per bonifici dall’estero BIC/SWIFT CCRTIT2T84A
INTESTATARIO COMITATO VALLE BENE COMUNE
chi effettua il bonifico dovrà mandare una mail a
vallebenecomune@gmail.com
indicando i seguenti dati: nome e cognome/data di nascita/e-mail/n. di telefono/importo versato
quota minima 10 €
*è possibile effettuare la sottoscrizione anche presso il Teatro Valle Occupato
Al 23 febbraio 2012 oltre 1.500 persone lo hanno già fatto!

Via del Teatro Valle 21, 00186

 

domenica 18 marzo 2012

Facebook a Cuba

Uno studente si piazza davanti allo schermo e si guarda intorno per vedere se cʼè qualche professore nelle vicinanze. Accede al suo account di Facebook con un sorriso stampato sulla faccia, ma senza perdere di vista la porta. Nel giro di pochi minuti si mette a discutere con un amico che vive a Berlino e a spedire messaggi a unʼex fidanzata che adesso vive a New York. Allʼimprovviso qualcuno entra nel laboratorio d’informatica e il giovane comincia a far finta di leggere uno dei tanti siti ufficiali pieni di mezze notizie. Una volta scampato il pericolo, torna al social network fondato da Mark Zuckerberg.
Qualche mese fa il governo cubano ha lanciato un sito per cercare di frenare lʼuso di Twitter, Facebook e Myspace sullʼisola. Nonostante i limiti dellʼaccesso a internet, i giovani sono in preda alla febbre da social network. Molti si limitano a scambiare qualche battuta, a cercare un partner o a ritrovare vecchi conoscenti, ma cʼè anche chi condivide opinioni e notizie. A preoccupare di più le autorità cubane è proprio questo flusso d’informazioni che passa attraverso la rete. Ecco perché hanno creato un sito nazionale a cui possono accedere solo utenti che vivono a Cuba e che è sottoposto a un rigido controllo sulle critiche contro il governo.
Ma i cubani preferiscono i social network internazionali. Per questo nelle istituzioni che hanno accesso a internet e nelle scuole in cui è possibile connettersi qualche ora al mese, gli studenti fanno tutto il possibile (e l’impossibile) per intrufolarsi nella pagina blu, bianca e vietata di Facebook.

sabato 17 marzo 2012

Bambini senza sbarre

Quasi 100.000 bambini in Italia hanno un genitore in carcere. Tra colloqui penitenziari e pregiudizi, una associazione li aiuta a vivere questa condizione. Abbiamo intervistato Lia Sacerdote, presidente di Bambinisenzasbarre

Hanno tra gli 1 e i 14 anni, sono perlopiù italiani, vivono pieni di vergogna e con un genitore solo: l'altro lo incontrano dopo un'ispezione, davanti ai piantonamenti e mai per più di un'ora, mentre un rumore incessante di sottofondo gli ricorda in continuazione dove si trovano. Sono i bambini che entrano in carcere per visitare un genitore detenuto. Centomila all'anno, solo in Italia. Un'esperienza traumatica, che si ripete 6, 8 volte al mese, anche per molti anni. A Milano c'è un'associazione che li aiuta. È Bambinisenzasbarre, nata nel 2002 e oggi faro a livello europeo per questo tipo di assistenza, con pubblicazioni adottate anche nelle università. Obiettivo dell'associazione è non solo quello di stare accanto ai piccoli, ma anche a entrambi gli adulti, quello dentro e quello fuori, per tutelare un rapporto genitoriale messo a durissima prova. Babinisenzasbarre ha portato uno “Spazio giallo” a San Vittore e Bollate, ora previsto anche a Opera, in cui delle persone specializzate fanno giocare i bambini e percepiscono eventuali tensioni prima di ogni colloquio. D.it ha intervistato in esclusiva la presidente di Bambinisenzasbarre, Lia Sacerdote.

Come reagiscono i bambini nell'attesa di un colloquio col genitore detenuto?
Operiamo in tre carceri milanesi che sono diverse fra loro, perciò diverse sono anche le reazioni dei bambini. A San Vittore si trovano persone in attesa di giudizio, a Bollate i condannati e infine c'è il carcere di Opera, un carcere di massima sicurezza, per esempio per reati mafiosi. Queste differenze influiscono sui bambini che aspettano. Di solito l'arresto è improvviso ed è un momento di massima tensione, i bambini che arrivano a San Vittore sono più nervosi perché non capiscono cosa sia successo. Le altre due carceri rappresentano la fase successiva, in cui i bambini hanno più chiaro cosa accade. Vivono sempre un'esperienza molto forte, però con delle differenze legate per l'appunto alla fase che stanno attraversando.

Se il bambino chiede che reato ha commesso il genitore, come affrontate l'argomento?
È molto difficile che il bambino ponga queste domande. La nostra attività fondamentale, se così si può dire, è l'ascolto del bambino, che molto presto capisce che qualcosa di grave è successo in famiglia. C'è un tabù a riguardo. Il bambino ha paura a parlarne, sente che è qualcosa di sbagliato.

Aiutate il bambino a rompere il tabù o lo rispettate?
Noi rispettiamo il tabù del bambino, ma aiutiamo gli adulti a romperlo. Il bambino non deve perdere la fiducia nei legami familiari e affettivi. Aiutiamo i genitori a capire che è importante che il bambino sappia. C'è una falsa credenza secondo la quale il bambino dovrebbe evitare il contatto con il carcere. Invece no: non sapere la verità crea un fantasma negativo che permane, ed è da questo che nasce il problema.

I genitori sono concilianti verso di voi, rispettano il vostro ruolo?
Superando una possibile diffidenza capiscono che diamo aiuto. Il nostro intervento comunque avviene sempre su richiesta del genitore.

Voi siete presenti al colloquio con il genitore in carcere?
Siamo presenti con due operatrici a San Vittore la domenica mattina, quando le madri possono parlare con i bambini per due ore. Un colloquio così lungo può essere faticoso per i bambini.

Certi reati, come quelli di mafia, derivano da una cultura che può investire anche il bambino. I figli di persone arrestate per reati mafiosi reagiscono diversamente rispetto agli altri bambini?
Negli altri tipi di reato si vede sempre che il genitore detenuto elabora la propria esperienza in carcere fino a capire quanto sia importante che il bambino conosca la verità anche per fare scelte diverse. Nei casi di reati di mafia spesso c'è una visione diversa: il padre viene visto come vittima del sistema giudiziario. Il bambino vive immerso in una cultura dove la legalità non è un valore.

Voi però non potete intervenire da questo punto di vista, giusto? Siete lì per ascoltare e aiutare, non correggere una cultura di fondo.
Si tratta di un processo lento e ampio: oltre a noi c'è anche l'istituzione carcere che può svolgere un ruolo importante se si pone in modo diverso.

E il carcere è attento ai bambini in visita?
Devo dire che nei 10 anni di attività abbiamo visto una trasformazione anche culturale. Il carcere si è reso conto sempre di più che deve fare i conti con i bambini. Noi vediamo 100-150 bambini a settimana. Il carcere deve attrezzarsi con gli spazi e gli operatori in grado di accoglierli. La Lombardia è una regione pilota in tal senso. Il provveditore della Lombardia ha organizzato un corso di formazione dedicato in particolare agli agenti della polizia penitenziaria in tutte le carceri della regione. A proposito, nel 2011 si è conclusa una ricerca europea sull'impatto della detenzione dei genitori sui figli. Noi abbiamo collaborato alla ricerca per l'Italia. Il dato più sconcertante che ne è scaturito è che tutti gli operatori hanno dichiarato di non essere preparati.

Effettivamente non si sa molto di questi temi, neanche fuori dal carcere.
Il carcere è considerato un fenomeno separato e invece coinvolge una grande parte della società civile. Basti pensare che solo a Milano sono 5000 i bambini che ogni anno entrano in prigione per visitare un genitore. Il carcere non è così distante come si pensa. Basti pensare ai tanti insegnanti che in classe hanno un figlio di detenuto e non sanno come comportarsi. Posso ricordare una cosa importante per la nostra associazione? Siamo stati scelti dal Teatro della Scala di Milano per una prova aperta. Il 21 aprile alle 10:30 Stefano Bollani, suonerà un programma dedicato a George Gershwin, sotto la direzione di Riccardo Chailly. Il ricavato sarà devoluto all'associazione. Chi vuole può andare alla Scala a un prezzo assolutamente speciale, dai 15 ai 30 euro, e aiutarci a portare avanti il nostro lavoro. E magari conoscerci più da vicino.

sabato 3 marzo 2012

Palermo 0 - 4 Milan ; Juventus 1 - 1 Chievo


Il Milan è più forte con o senza Ibra ?
Beh , dopo stasera emerge che Ibra , quando gioca , è sempre il migliore .
Il Milan rifila 4 reti al Palermo , in Sicilia . Lo svedese ne fa 3 , l'altra rete di Thiago Silva .
Questa è una vittoria molto importante in chiave scudetto , anche perchè la Juve ci mette il suo .
I bianconeri infatti , ottengono nuovamente un pareggio con una piccola , in questo caso , il Chievo .
Con il primo gol di De Ceglie in Serie A , la Juventus trova il vantaggio nel primo tempo , poi piano piano si perde .
Un Vucinic inguardabile e un pò di sfortuna ( Barzagli e Chiellini infortunati durante la partita ) inchiodano la Juve sull' 1 - 1 . A segnare per il Chievo è Dramè , complice Bonucci .
La Juve ci prova , ma a chiudere davanti è il Chievo , e alla fine , dopo 5' di recupero  la partita termina .
Per i bianconeri però , c'è una partita da recuperare Mercoledì , a Bologna .
Se la Juve non vincerà , non si riporterà in cima alla classifica ( anche se a pari punti col Milan ) , e data la delusione e il crollo psicologico , non sarà semplice . Ora il Milan è davvero favorito .
                                                                                  ( Gianluca G. )

mercoledì 29 febbraio 2012

Italia - U.S.A. 0 - 1 ! Delusione Azzurra

Dopo un primo tempo abbastanza noioso , l'Italia va sotto , al 51' . A segno per gli U.S.A. va il solito Dempsey .
L'Italia si sveglia troppo tardi , negli ultimi 10 minuti infatti , è un assedio di maglie azzurre nella metàcampo statunitense , ma senza risultato .
L'Italia perde 0 - 1 , ed anche se è solo un amichevole , noi non siamo per niente soddisfatti ...
C'è da fare un completo cambiamento in questa nazionale , alla seconda sconfitta consecutiva , entrambe in casa , entrambe per 0 -1 , contro l' Uruguay il 15 . 11 . 2011 e contro gli U.S.A. in questo sfortunato 29 Febbraio , che fortunatamente capita ogni 4 anni , come i mondiali e gli europei , dove la speranza però , e quella di vedere la vera Italia , quella del 2006 .
                                                                                          ( Gianluca G. )

ecco gli stipendi dei manager pubblici



Ragione sociale Cognome Nome Ruolo Trattamento economico
FINMECCANICA S.p.a.
Guarguaglini Pier Francesco
Presid. e Amm. Delegato
5.560.000
ENEL S.p.a.
Conti Fulvio
Amm. Del. e Dir. Gen.
3.236.308
ENI S.p.a.
Scaroni Paolo
Amm. Del. e Dir. Gen.
3.077.000
CO.S.R.A.B. Consorzio Smaltimento Rifiuti Area Biellese
Belletti Silvio
Presid.
2.600.004
ENI S.p.a.
Poli Roberto
Presid.
1.131.000
ENEL S.p.a.
Gnudi Piero
Presid.
923.348
POSTE ITALIANE S.p.a.
Sarmi Massimo
Amm.Del. e Dir. Gen.
886.035
FERROVIE DELLO STATO S.p.a.
Moretti Mauro
Amm. Delegato e Direttore Generale
680.000
A2A SPA
Capra Renzo
Presid. del consiglio di sorveglianza
581.311
SACE
Castellano Alessandro
Amm. Delegato
570.000
AGENZIA ATTRAZIONE INVESTIMENTI E SVILUPPO D'IMPRESA
Arcuri Domenico
Amm.Del. e Dir. Gen.
542.000
FINTECNA S.p.a.
Prato Maurizio
Presid. e Amm. Del.
520.000
CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CDP
Varrazzani Massimo
Amm. delegato
500.000
FERROVIE DELLO STATO
Cipolletta Innocenzo
Presid.
500.000
ANAS S.p.a.
Ciucci Pietro
Presid. e Dir. Gen.
500.000
EXPO 2015 SPA
Stanca Lucio
Consigliere + Amm. Delegato
480.000
RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA
Garimberti Paolo
Presid.
448.000
A2A SPA
Sciume' Alberto
Vicepresidente + cariche particolari
400.000
CONSIP S.p.a.
Broggi Danilo
Amm. delegato
395.000
HERA S.p.A. HOLDING
Tommasi Di Vignano Tomaso
Presid.
365.436
HERA S.p.A. HOLDING
Chiarini Maurizio
Amm. Delegato e consigliere
350.000
ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO
Gabrielli Lamberto
Amm.Del. e Dir. Gen.
350.000
GESTORE DEI SERVIZI ELETTRICI - GSE S.p.a.
Pasquali Nando
Amm. delegato
330.000
CONSAP
Ferrara Raffaele
Amm. delegato
325.000
ENAV S.p.a.
Pugliesi Guido
Amm. delegato
325.000
SOGEI - SOCIETA' GENERALE DI INFORMATICA S.p.a.
Ricci Aldo
Amm. delegato
310.000
Siena Casa S.p.A
Scali Sandra
Presid.
300.000
SOGEI - SOCIETA' GENERALE DI INFORMATICA S.p.a.
Trevisanato Sandro
Presid.
290.000
ENIA S.P.A.- STRADA S.MARGHERITA, 6/A- 43100PARMA
Viero Andrea
Amm. delegato
266.665
ITALIA LAVORO S.p.a.
Forlani Natale
Presid. e Amm. Del.
255.000
SOGIN S.p.a.
Romano Massimo
Amm. delegato
250.000
Formez Centro di FormazioneStudi
Flamment Carlo
Presid.
248.640
CONI SERVIZI S.p.a.
Pagnozzi Raffaele
Amm. delegato
245.329
Eur S.p.A
Miccio Mauro
Amm. delegato
225.000
FRIULIA - S.P.A.
Marescotti Federico
Presid. Consiglio di Gestione
225.000
GES.A.P. S.p.A
Terranova Giacomo
Amm. delegato
225.000
CONSAP - CONCESSIONARIA SERVIZI ASSICURATIVI PUBBLICI
Monorchio Andrea
Presid.
220.000
ENIA S.P.A.- STRADA S.MARGHERITA, 6/A- 43100PARMA
Allodi Andrea
Presid.
220.000
SOCIETA' PER IL POLO TECNOLOGICO INDUSTRIALE ROMANO
Tini Brunetto
Presid. consiglio di amministrazione
210.000
SOCIETA' PER IL POLO TECNOLOGICO INDUSTRIALE ROMANO
Calvani Franco
Amm. delegato
210.000
AGENZIA ATTRAZIONE INVESTIMENTI E SVILUPPO D'IMPRESAù
Piazza Nicola
Presid.
207.000
AZIENDA MULTISERVIZI IGIENE AMBIENTALE TORINO SPA
Magnabosco Maurizio
Amm. delegato
201.363
FINTECNA S.p.a.
Dettori Vincenzo
Vice Presid.
200.000
RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.a.
Petroni Angelo Maria
Consigliere
198.000
SORICAL S.p.a.
Giuseppe Camo
Presid. consiglio di amministrazione
191.405
SOGESID S.p.a.
Assenza Vincenzo
Presid. e A.D.
184.000
RETE AUTOSTRADE MEDITERRANEE
Affinita Tommaso
Amm. delegato
175.000
TRAMBUS S.p.A.
Bertucci Adalberto
Amm. delegato
164.017
VENETO STRADE S.P.A.
Vernizzi Silvano
Amm. delegato
160.000
ENI S.p.a.
Resca Mario
Consigliere
160.000
TRAMBUS S.p.A.
Morese Raffaele
Presid.
159.331
ENI S.p.a.
Colombo Paolo Andrea
Consigliere
151.000
ENI S.p.a.
Scibetta Pierluigi
Consigliere
151.000
SOGIN S.p.a.
Cumo Maurizio
Presidente
150.000
GRUPPO TORINESE TRASPORTI SPA
Guiati Giancarlo
Presid. e Amm. delegato
150.000
GRUPPO TORINESE TRASPORTI SPA
Panero Tommaso
Consigliere e amministratore delegato
150.000
ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO
Murri Mario
Presid.
150.000
SICOT - SISTEMI DI CONSULENZA PER IL TESORO
Montanino Guido
Amm. Unico
150.000
CONSORZIO CENTRALE REGIONALE DI ACQUISTO
Ferrando Lionello
Direttore
144.608
AFM S.p.A.
Poretti Fabio
Presid.
140.000
AEREOPORTO DI FIRENZE SpA
Legnaioli Michele
Presid. consiglio di amministrazione
138.504
A2A SPA
Rampinelli Rota Angelo
Membro del consiglio di sorveglianza
136.057
A2A SPA
Bandera Adriano
Consigliere + cariche particolari
135.000
DOLOMITI ENERGIA S.p.a.
Merler Marco
Consigliere e amministratore delegato
135.000
ENI S.p.a.
Marchioni Paolo
Consigliere
135.000
ENAV S.p.a.
Nieddu Bruno
Presid.
130.000
CASINO' MUNICIPALE CAMPIONE D'ITALIA SPA
Resca Mario
Presid. del consiglio di amministrazione
128.663
A2A SPA
Cassinelli Dario
Consigliere + cariche particolari
125.000
A2A SPA
Spreafico Cesare
Consigliere + cariche particolari
125.000
A2A SPA
Cuter Pierfrancesco
Membro del consiglio di sorveglianza
122.828
ZETEMA PROGETTO CULTURA S.r.l.
Ruberti Albino
Amm. delegato
120.032
ENEL S.p.a.
Tosi Gianfranco
Consigliere
120.000
GESTORE DEI SERVIZI ELETTRICI - GSE S.p.a.
Bollino Carlo Andrea
Presid.
120.000
HERA S.p.A. HOLDING
Razzoli Giorgio
Vice Presid.
120.000
Società per gli studi di settore società per azioni
Brunello Giampietro
presidente e amministratore delegato
119.600
SOCIETA' METROPOLITANA ACQUE TORINO S.p.A.
Romano Paolo
Amm. delegato
117.500
ROMA MULTISERVIZI S.p.A.
Grimaldi Carlo
Presid.
116.000
A2A SPA
Miccinesi Marco
Consigliere + cariche particolari
115.000
ENEL S.p.a.
Codogno Lorenzo
Consigliere
115.000
ENEL S.p.a.
Luciano Alessandro
Consigliere
115.000
ENEL S.p.a.
Napolitano Fernando
Consigliere
115.000
siciliacque s.p.a.
Scaravilli Gaetano
presidente c.d.a.
115.000
ENIA S.P.A.
Strozzi Ivan
Amm. delegato
113.332
Trentino Trasporti s.p.a.
Ceola Giovanni
Presid.
112.750
DOLOMITI ENERGIA S.p.a.
Battocchi Paolo
Presid.
111.000
riscossione sicilia spa
Desideri Fausto
consigliere delegato
110.000
A2A SPA
Capezzuto Antonio
Membro del consiglio di sorveglianza
108.213
CONSORZIO DI RICERCA OPTEL-INP
Battistoni Claudio
Consiglio di Amministrazione
107.667
Sicilia patrimonio immobiliare s.p.a.
Sorci Carlo
presidente consiglio di gestione
105.794
multiservizi spa
Burgaretta Aparo Sebastiano
presidente c.d.a.
105.517
HERA S.p.A. HOLDING
Sacchetti Roberto
Consigliere
105.426
CO.TRA.L. S.p.A.
Cervi Franco
Presid. CdA
105.300
A2A SPA
Castelli Gianni
Consigliere + cariche particolari
105.000
INSIEL
Cozzi Dino
AD (dal 20/05/08) e Consigl (dal 16/05/08)
103.623
Tecnofin Trentina S.P.A.
Oss Rudi
Presid.
103.250
S.A.G.A.T. Aeroporto Torino
Montagnese Maurizio
Presid. consiglio di amministrazione
103.200
CONI SERVIZI S.p.a.
Petrucci Giovanni
Presid.
103.000
Aeroporto G. Marconi di Bologna S.p.A.
Gualtieri Giuseppina
Presid.
103.000
CENTRO PENSIONI COMPLEMENTARI REGIONALI SPA
Tappeiner Gottfried
Presid.
100.150
FRIULIA - S.P.A.
Antonucci Augusto
Presid. Consiglio di Sorveglianza
100.000